come si legge l'etichetta delle scarpe
Come si legge l’etichetta delle scarpe?

L’etichetta delle scarpe è la carta d’identità delle calzature acquistate: ecco come imparare a leggerla in modo corretto

Si tratta di un elemento che, nella maggior parte dei casi, non viene notato né preso in considerazione. Spesso si tratta di qualcosa che viene tolto immediatamente dopo l’acquisto, mentre altre volte resta lì, posizionato sulla linguetta interna per anni, senza però essere mai guardato. Parliamo dell’etichetta delle scarpe, un elemento che deve essere obbligatoriamente presente sulle calzature vendute in Europa (vedremo tra poco qual è la direttiva di riferimento) e che dà chiare e importanti informazioni sulla fattura e sui materiali di quel preciso paio di scarpe. In questo articolo impareremo dunque quali sono i dati riportati e come si legge l’etichetta delle scarpe, in modo da avere qualche dato in più al momento dell’acquisto delle prossime scarpe nuove.

La legge che regola l’etichetta delle scarpe

La normativa riguardante l’etichetta delle scarpe non è qualcosa di nuovo. Anzi, si tratta della Direttiva 94/11/CE del Parlamento Europeo, emanata il 23 marzo 1994, “sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore”, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 19 aprile 1994. In questa direttiva viene specificato che, di fatto, tutte le scarpe prodotte per essere vendute al consumatore – con rare eccezioni – devono esser provviste di un’etichetta che ne riporti la composizione. Nella direttiva si legge che “l’etichetta fornisce informazioni sul materiale […] che costituisce almeno l’80 % della superficie della tomaia, del rivestimento della tomaia e suola interna della calzatura e almeno
l’80 % del volume della suola esterna. Se nessun materiale raggiunge almeno l’80 % è opportuno fornire informazioni sulle due componenti principali”. Vediamo ora come si legge l’etichetta figlia di questa direttiva.

Come si legge l’etichetta delle scarpe?

Leggere l’etichetta delle scarpe correttamente è prezioso, per esempio, per chi deve scegliere il migliore prodotto per la pulizia delle scarpe, in base al materiale della tomaia (sarebbe per esempio possibile avere dubbi tra pelle e finta pelle).

Nell’etichetta delle calzature troviamo vari simboli. Prima di tutto ci sono 3 simboli che vogliono indicare le parti della scarpa alle quali si può far riferimento, ovvero:

  • Tomaia: qui il simbolo è una scarpa stilizzata con la parte superiore evidenziata
  • Rivestimento e suola interna: qui il simbolo è una scarpa stilizzata con la parte interna evidenziata, a sottintendere anche sottopiede e fodera.
  • Suola esterna: in questo caso il simbolo evidenzia la scuola della scarpa, ovvero la parte a contatto con il suolo.

Gli altri simboli vanno a rappresentare le 4 diverse categorie di materiali che possono essere riportate in etichetta, ovvero:

  • Cuoio: il simbolo è quello tipico di questo materiale, il famoso logo “vacchetta” della pelle distesa dopo la conciatura;
  • Cuoio rivestito: in questo caso il simbolo è come quello precedente, ma con un rombo disegnato all’interno, a indicare che in quel prodotto lo strato di rivestimento di cuoio è inferiore a un terzo dello spessore totale del prodotto, pur essendo in ogni caso superiore agli 0,15 millimetri
  • Materiali tessili: il simbolo della rete indica l’utilizzo di materiali tessili di origine naturale o sintetica.
  • Altri materiali: infine c’è il simbolo del rombo, che indica l’uso di altri materiali differenti da quelli già visti. Si parla in genere di polimeri, di gomme e di sugheri, tipicamente utilizzati per la creazione delle suole esterne.

Fai una ricerca per…

Gli articoli più letti

  • No results available

Gli ultimi arrivi a catalogo

[ps_product_list id_category=33 n=5 p=1 tpl=product-list.tpl]