Come lavare i lacci delle scarpe

Come far tornare le stringhe delle scarpe come nuove? Ecco una guida per il lavaggio dei lacci efficace, sia per stringhe bianche che per stringhe colorate

Avere delle scarpe perfettamente pulite, rimesse a nuovo settimana dopo settimana con i migliori prodotti per la pulizia delle scarpe, può risultare poco utile in caso di stringhe sporche. Ma come lavare i lacci delle scarpe? Ebbene, di stringhe per calzature ne esistono davvero di tante tipologie diverse. Indubbiamente i classici lacci per scarpe tondi, in cotone cerato, tendono a sporcarsi molto meno, in virtù della loro superficie per l’appunto liscia, che non trattiene lo sporco. In quel caso di fatto per pulire le stringhe non serve fare altro che prendere un panno leggermente inumidito e passarlo intorno ai lacci, in modo da togliere facilmente lo sporco.

É diverso il discorso per i lacci non cerati, come sono tipicamente i lacci piatti delle scarpe da ginnastica o delle sneakers. In questi casi lavare i lacci può essere leggermente più complicato. Vediamo come fare, senza fare danni!

Pulire le stringhe colorate delle scarpe

Vediamo come lavare i lacci colorati delle scarpe: si tratta di una procedura piuttosto semplice. Si dovrà partire togliendo le stringhe dalle scarpe e, una volta sfilate completamente, si potrà procedere togliendo lo sporco più superficiale, usando per esempio un vecchio spazzolino o una spazzola per scarpe pulita. A questo punto si potrà procedere con il lavaggio vero e proprio, che può essere fatto in acqua con del normale detersivo, sia a mano che in lavatrice (come invece non si dovrebbe mai fare con le scarpe, che non dovrebbero mai essere né inzuppate d’acqua, né sballottolate dalla lavatrice). Dopo averli lavati, i lacci dovranno essere stesi ad asciugare, con calma, senza esporli a eccessive fonti di calore.

Come lavare i lacci delle scarpe bianchi

Più complesso, ma non troppo, è il lavaggio delle stringhe per scarpe bianche, come sono molto spesso i lacci su scarpe da ginnastica e da passeggio. Va detto che queste stringhe possono essere fatte sia in puro cotone, sia in fibre sintetiche.
Nel caso dei lacci in cotone è possibile utilizzare del normale detersivo, così come per quanto riguarda le fibre sintetiche. Ma attenzione: con il tempo entrambe queste tipologie di stringhe tenderanno a ingiallire. Ecco allora che, nel caso delle stringhe in cotone per scarpe, sarà possibile usare sia il cloro che la candeggina, laddove nel caso delle stringhe sintetiche sarà bene evitare il cloro, che potrebbe peggiorare la situazione.

I lacci non tornano perfetti? È il momento di sostituirli

Talvolta è però impossibile riportare le stringhe per scarpe al loro antico splendore, per delle macchie particolarmente ostinate o per una visibile usura. Ecco allora che l’unica opzione, per non dover pensionare le scarpe, è quella di sostituire le stringhe. Nel nostro e-commerce di prodotti per scarpe è possibile trovare lacci per scarpe di qualsiasi tipo, da quelli tondi a quelli piatti, di diverse lunghezze e dei più differenti colori. Sarà dunque possibile acquistare online dei lacci per scarpe del tutto simili a quelli precedenti oppure, per dare un tocco di novità alle scarpe, cambiare colore, sapendo peraltro che esistono stringhe per scarpe decisamente originali, con decorazioni di vario tipo.

Uomo, stivali con abito: si può?

Si sbaglia a indossare gli stivali con il completo? Quali sono i modelli di stivaletti che possono essere abbinati a un abito, e quali invece non sono assolutamente da prendere in considerazione?

Durante i mesi invernali ci si potrebbe trovare nella situazione di prendere in considerazione l’abbinamento completo e stivaletti. Certo, durante i mesi primaverili ed estivi, quando l’uomo indossa un abito, le calzature che vengono subito in mente sono le classiche Oxford, nonché le altrettanto canoniche Derby. Ma attenzione, quando le temperature si abbassano è possibile anche introdurre delle varianti, aggiornando l’outfit in chiave invernale, osando quindi con degli stivaletti. Tutto sta a individuare ovviamente la tipologia di stivaletti che effettivamente possono essere indossati anche nelle occasioni eleganti: alcuni modelli infatti non dovrebbero mai e poi mai essere calzati con un completo, per essere invece usati semplicemente con dei jeans. Vediamo, dunque, quali stivali indossare con l’abito e quali invece no.

Stivali con abito: quali non indossare

Partiamo dai divieti, ovvero dagli stivali e stivaletti che non dovrebbero mai essere presi in considerazione per essere indossati con un abito. Il primo grande, gradissimo no è da assegnare agli stivali da cowboy, ovvero ai cosiddetti western boots, con o senza puntale a punta. Questi stivali andrebbero infatti calzati solo con outfit coerenti, in versione rocker o country, senza pensare di avvicinarli a un completo oppure a una cravatta. Fin qui non ci sono certo sorprese. Vanno poi eliminati dalla lista tutti gli stivali alti in generale, che quindi vanno oltre la caviglia arrivando al polpaccio: questi possono essere indossati con dei jeans skinny, e con poco altro.

E ancora, non dovrebbero essere mai indossati con l’abito nemmeno gli stivali a scarponcino, quelli per capirci modello Timberland, che sono pensati per essere usati in un outfit decisamente più casual, e quindi con jeans regular, maglione e perché no, giacca parka.

Altre scarpe “alte” da escludere quando si tira in ballo un completo sono i Desert Boots, che si sposano invece alla perfezione con dei chinos.

Fin qui, dunque, abbiamo visto gli stivaletti da evitare assolutamente quando si indossa l’abito. Vediamo ora quali stivali premiare con giacca e cravatta!

Stivaletti con completo: quali indossare

Indubbiamente, quando arriva l’ora di abbinare degli stivali a un abito, la soluzione più facile è rappresentata dai Chelsea Boots, degli stivaletti estremamente versatili. Parliamo dei famosi stivaletti di altezza medio bassa, che arrivano a livello della caviglia – e più precisamente all’altezza del malleolo – e che presentano le caratteristiche fasce elastiche ai lati, così da poter essere indossati e tolti molto comodamente. Resistenti e pratici, non stupisce il fatto che siano stati inventati nell’Ottocento a uso dei cavallerizzi.

Quindi sì, è possibile senz’altro indossare degli stivali Chelsea con un abito: l’importante è trovare il colore giusto, tenendo in considerazione quello del completo e quello della cravatta. I Chelsea non sono peraltro l’unica soluzione. Anche gli stivaletti in vernice possono essere certamente presi i considerazione quando si tratta di abiti, e anzi, il risultato sarà ancora più elegante. Chi vuole qualcosa di più originale può peraltro optare per degli stivaletti elaborati wingtip, da dandy, flessibili quanto a utilizzo quanto i già visti Chelsea Boots.

Ora non ti resta che pensare al colore, e soprattutto a pulire alla perfezione i tuoi stivaletti alla perfezione: nel nostro e-commerce trovi tutti i migliori prodotti per la pulizia delle scarpe in pelle!

Glossario per calzolai: dalla P alla R

Eccoci con il quinto capitolo dedicato al lessico del mondo delle scarpe: questa settimana proseguiamo dalla lettera P alla lettera R

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, questo è il quinto articolo del nostro blog dedicato al glossario del mondo delle scarpe: abbiamo già visto il glossario dalla lettera A alla lettera B, dalla lettera C alla lettera D, dalla lettera E alla lettera I e dalla lettera L alla lettera O. Oggi andremo avanti con un altro pezzetto di lessico, guardando i principali termini di questo settore tra la lettera P e la lettera R. Buona lettura!

PANTOFOLA – con il termine pantofola si indica una calzatura pensata squisitamente per essere utilizzata in casa. Si tratta infatti di una calzatura bassa, anche detta pianella, tendenzialmente aperta sul di dietro. Esistono pantofole più o meno morbide, più o meno calde; si parla in ogni caso di una calzatura tendenzialmente invernale, che differisce dalla ciabatta essendo chiusa sul davanti. Si tratta insomma della tipica calzatura da riposo durante il periodo freddo.

PELLE – ci si riferisce al pellame usato per la realizzazione di scarpe. Nel caso della pelle di bovino, la parte più ricercata, in quanto decisamente robusta e resistente, è quella che si trova ai lati della colonna vertebrale dell’animale, perfetta per gran parte della tomaia. Va peraltro detto che ogni parte della scarpa ha delle zone preferite: il puntale (vedremo tra poco di cosa si tratta) è fatto per esempio tendenzialmente con la pelle presente sui fianchi.

PLANTARE –  i plantari sono delle solette speciali che vengono inserite all’intero della scarpa – al posto della soletta già prevista dal produttore – e che vanno a correggere dei difetti posturali. Si usano plantari ortopedici nel caso di piedi piatti e di piedi cavi, nonché per problemi al tendine d’Achille, dolori alle ginocchia oppure alla schiena.

PLATEAU –  con questo termine ci si riferisce alla suola marcatamente rialzata che è possibile trovare in diverse scarpe da donna con tacchi alti. Si tratta dunque di un tipo di suola che permette di alzare anche la parte anteriore della scarpa, così da poter utilizzare dei tacchi molto alti pur senza rendere la calzatura scomoda. Il plateau si trova su scarpe decolleté come su stivali.

PLATFORM –  diversamente dal plateau, la piattaforma, in inglese platform, è un rialzo che viene applicato su tutta la parte inferiore della scarpa, andando quindi a creare una zeppa di qualche centimetro al di sotto della calzatura.

PUNTA A CODA DI RONDINE – si tratta di una punta classica delle scarpe in pelle eleganti, che forma per l’appunto una forma che può essere simile a una coda di rondine oppure a un cuore.

PUNZONATURE – le punzonature sono dei piccoli fori, ognuno delle stesse dimensioni, che vanno a decorare la tomaia di una scarpa in pelle, creando diversi disegni, attraverso linee dritte e curve.

PUNTALE – si tratta di un rinforzo in pelle posizionato nella parte anteriore finale della scarpa, per conferire maggiore resistenza. Può essere sia interno che esterno

RASPA – la raspa è uno degli attrezzi tipici del calzolaio. Si tratta di un attrezzo metallico, per certi versi simile alla raspa del falegname, che permette di asportare manualmente le eccedenze dai bordi dei tacchi e della suola, che per mezzo della raspa vengono “parificati”.

RISUOLATURA – la risuolatura è un processo che permette di cambiare la suola di una scarpa. Si tratta di un servizio che viene solitamente richiesto per scarpe in pelle di pregio, oppure per scarponi alpinistici, o ancora, per scarpette d’arrampicata.

Camminare sul ghiaccio: regole per non cadere

Come camminare sul ghiaccio senza cadere? Ecco i consigli per evitare rovinose cadute su marciapeidi ghiacciati!

L’inverno porta sicuramente con sé tantissimi elementi belli o persino stupendi. Pensiamo ai boschi innevati, al cielo perfettamente azzurro e terso, alle sciate in compagnia, al piacere di mettersi davanti a un fuoco acceso con una bella tazza di tè o di cioccolata calda… Ma ci sono anche dei punti negativi che non possono essere trascurati, nemmeno dai più accaniti fan dei mesi invernali. Le temperature basse possono portare con sé i tipici malanni di stagione, e possono anche ghiacciare le strade, che diventano così particolarmente pericolose, sia per chi guida in auto che per chi, semplicemente, cammina. Ma se per le auto ci sono degli strumenti ben precisi come pneumatici invernali ed eventualmente catene, nel caso delle scarpe, a livello urbano, non ci sono soluzioni equivalenti. Vale quindi la pena studiare le regole per non cadere quando si deve camminare sul ghiaccio, prendendo spunto magari dalla saggezza delle popolazioni scandinave, che hanno a che fare con strade e marciapiedi ghiacciati per molti mesi!

Camminare sul ghiaccio senza cadere: ecco come fare

Probabilmente ai tuoi piedi hai un bel paio di scarpe pesanti per affrontare il freddo urbano con una certa efficaci: nella maggior parte dei casi si parla di scarpe, stivaletti o persino scarponcini in pelle, da trattare preferibilmente con uno spray impermeabilizzante per scarpe per tenerli puliti e asciutti più a lungo. Vediamo ora come usare al meglio le nostre scarpe invernali per camminare sul ghiaccio riducendo al minimo i problemi:

  • Evitare il ghiaccio che si scoglie: ecco una prima importante accortezza per camminare sul ghiaccio senza cadere, evitando scivoloni rovinosi. Tutto il ghiaccio è scivoloso, su questo non ci sono dubbi. Alcuni tipi di ghiaccio, però, sono ancora più minacciosi. È il caso del ghiaccio che si sta sciogliendo, e che sopra di sé ha quindi una patina bagnata, che lo rende ancora più scivoloso: meglio evitare di metterci sopra i piedi!
  • Camminare come un pinguino: i pinguini si muovono regolarmente sul ghiaccio, e cadono piuttosto raramente. Ecco quindi che imitare la loro andatura è un buon metodo per evitare cadute. Lo sanno bene norvegesi, svedesi, finlandesi e islandesi: il trucco è muoversi a passi brevi, spostando ad ogni passo il baricentro sulla gamba che si sposta in avanti, appoggiando sulla superficie il piede piatto, così da evitare la perdita di equilibrio che potrebbe risultare dall’appoggio di tacco e poi di punta.
  • Tacco chiodato: per avere la massima protezione mentre si cammina sul ghiaccio ci vorrebbero ovviamente dei ramponcini, ma nessuno di noi vorrebbe indossare questi strumenti alpinistici per camminare i città. Ecco allora che la soluzione perfetta e soprattutto discreta è costituita dai tacchi invernali, ovvero dei tacchi con inserto per superfici ghiacciate; questo inserto, al momento del bisogno, può essere “girato”, in modo da esporre dei piccoli chiodi metallici che faranno presa sul ghiaccio.
  • Ghiaia uguale stabilità: tipicamente, per rendere meno rischioso camminare su dei marciapiedi ghiacciati e non perfettamente spalati, le amministrazioni comunali spargono su di essi della ghiaia, la quale rende questa superficie scivolosa decisamente più affrontabile. Meglio quindi seguire la ghiaia per non cadere.
  • Evitare fondi già di per sé scivolosi: a volte la superficie ghiacciata è una sottilissima pellicola, difficile da notare. Ecco allora che in questi casi è meglio agire preventivamente, evitando fondi che potrebbero risultare minacciosi anche a fronte di una quantità minima di ghiaccio: lastre di marmo, strisce verniciate a bordo strada, strisce dei passaggi pedonali e via dicendo.

Anche con tutti questi accorgimenti, di tanto in tanto si finisce comunque per cadere sul ghiaccio. A patto di muoversi adagio, di essere all’erta, di non affrontare discese ripide, di avere le mani libere e indossando magari giacconi imbottiti e guanti, la caduta sarà probabilmente senza conseguenze: il trucco in questo caso è farsi una risata e alzarsi come se nulla fosse successo!

Macchie di neve sulle scarpe in pelle

Arriva l’inverno, arrivano le prime nevicate e, con queste, anche le prime macchie di neve sulle scarpe in pelle. Vediamo come fare!

C’è chi non attende nient’altro che la prima nevicata in città, per avere un fantastico scenario bianco dove tutto è attutito. E c’è chi, invece, della neve ne farebbe del tutto a meno, e che vorrebbe vederla solamente in montagna, a livello di rifugi e di impianti di risalita. Ma sono solamente dei desideri: al meteo, si sa, non si comanda. Ci sono dunque inverni in cui trovare dei marciapiedi ingombri di neve è la prassi, e altri inverni in cui nemmeno un fiocco di neve tocca le città in pianura. In tutti i casi, quando nevica ci sono delle attività “eccezionali” da fare. Montare le catene all’auto, spalare il vialetto, nonché, ovviamente, togliere le eventuali macchie di neve sulle scarpe in pelle. Perché sì, una cosa è certa: la neve non è amica delle calzature in pelle, men che meno di quelle in pelle scamosciata! Vediamo quindi come togliere le macchie di neve dalle nostre scarpe.

Perché la neve rovina le scarpe

Di per sé qualcuno potrebbe pensare che non ci sia nulla da temere dalla neve, così bella e così candida. In realtà, però, la neve può rovinare in modo significativo delle scarpe. Prima di tutto perché la neve altro non è che acqua, e si sa, l’acqua sulla pelle lascia degli aloni tutt’altro che belli nel momento in cui si asciuga. Quando scarpe in pelle liscia e stivaletti in nabuk d’inverno mostrano dei cerchi bianchi, quello è il segno di acqua asciugata e non pulita. Ma non è tutto qui: quando camminiamo per le strade cittadine ricoperte di neve, infatti, sulle nostre scarpe non finisce solo la neve. Con essa infatti sulla tomaia ritroviamo anche lo sporco della strada, nonché il sale che il comune sparge lungo i marciapiedi per fare sì che la neve si sciolga senza creare delle pericolose lastre di ghiaccio. In quel caso la macchia è persino peggiore!

Prevenire è meglio che curare

Come fare per prevenire le macchie di neve sulle scarpe? Il primo consiglio è quello di evitare, quando possibile, di indossare le scarpe più delicate quando le strade e i marciapiedi sono ricoperti da neve: questo significa, insomma, che non è il caso di indossare degli stivaletti di pelle scamosciata pregiata in queste situazioni. Certo, lo si può fare, ma dopo ci si dovrà ritagliare del tempo per asciugarli e per pulirli. Altra mossa preventiva è poi quella di proteggere le scarpe in pelle con dello spray impermeabilizzante, un accessorio apposito che crea una pellicola trasparente idrorepellente sulla tomaia, in modo da mantenerla pulita e asciutta più a lungo.

Come togliere le macchie di neve sulle scarpe in pelle

Di certo però la protezione dello spray impermeabilizzante non è eterna, né assoluta. Ecco allora che ci si può trovare ad avere delle scarpe in pelle con delle macchie di neve. Il primo passo per cancellarle è asciugare le calzature, ma lentamente: è assolutamente vietato esporle a delle fonti di calore eccessivo, come termosifoni o stufe. Molto meglio tamponarle con un panno e, se necessario, inserire della carta di giornale al loro interno.
Per pulirle ci si armerà poi di una spazzola morbida, di un panno in cotone pulito e, nel caso di scarpe in pelle liscia, di un detergente per cuoio; nel caso delle scarpe in pelle scamosciata sarà possibile usare un’apposita gomma. Una volta pulite e asciutte, ovviamente, sarà necessario proteggerle con dello spray impermeabilizzante, dopo aver usato eventualmente il lucido per le scarpe lisce e la camoscina per quelle in pelle scamosciata!

Glossario da calzolai: dalla I alla O

Continuiamo con il quarto capitolo del lessico del mondo delle scarpe: questa settimana proseguiamo dalla lettera I alla lettera O

Dopo gli articoli dedicati al glossario dalla lettera A alla lettera B, dalla lettera C alla lettera D, e infine dalla lettera E alla lettera I, proseguiamo con il nostro glossario da calzolai: oggi glosseremo i termini dalla lettere I alla lettera O. Buona lettura!

LINGUETTA – con questo termine si indica la striscia di materiale nella parte frontale della tomaia, che va quindi a prendere posto sul collo del piede

LOAFER – spesso alcune calzature vengono descritte con il termine Loafer, il quale però è decisamente poco conosciuto. Letteralmente questa parola, in inglese, significa “fannullone”; nel campo del glossario per calzolai però indica un preciso tipo di scarpa, ovvero il mocassino (vedi sotto). L’uso del termine è giustificato dall’origine dei mocassini moderni, i quali erano calzati dai pescatori nordici durante il riposo. Da qui il riferimento ai fannulloni.

MARY JANE – anche questo termine indica un preciso paio di scarpe, questa volta femminili. Mary Jane era la sorella del famoso Buster Brown, protagonista di un fumetto famoso dell’inizio del Novecento; ebbene, Mary Jane nel fumetto indossa quelle precise scarpe, che successivamente verranno chiamate con il suo nome, a partire da un una linea dedicata di un calzaturificio statunitense. Si tratta in ogni caso di scarpe basse e chiuse, con uno o più cinturini, che acquisiscono il tacco – o la zeppa – nei modelli più audaci.

MASCHERINA – con il termine mascherina si indica una parte della scarpa, o meglio, della tomaia. Si parla della parte superiore, posteriore come anteriore, della tomaia; insieme al gambetto è di fatto la responsabile della forma finale della calzatura.

MASTICE – il mastice è la colla dei calzolai per eccellenza, usata da questi professionisti per incollare in modo rapido e duraturo le varie parti della scarpa, prevedendo eventualmente un rinforzo mediante cucitura.

MOCASSINO – come abbiamo visto sopra, il mocassino viene chiamato anche Loafer. Si tratta di una scarpa bassa, sprovvista di lacci, tradizionalmente maschile ma oggi presente anche con modelli femminili, realizzata tendenzialmente in pelle morbida. Le origini antiche del mocassino vengono ricondotte ai nativi americani.

NABUK: il nabuk è un tipo di pelle, o meglio, della pelle lavorata in modo particolare. A differenziare il nabuk è la smerigliatura fatta sul lato fiore, in modo da avere una pelle vellutata e morbida. Per pulire il nabuk è necessario usare prodotti per la pulizia della pelle scamosciata.

NAPPA – anche questo termine indica un tipo di pelle, preferita per la sua morbidezza, e impiegata nel campo delle calzature come in quello dell’abbigliamento e dell’accessoristica.

NORVEGESE: per quanto nordico, questo termine indica una lavorazione tipica dei calzaturifici artigiani italiani. Si tratta di un insieme di tecniche atte a realizzare delle scarpe molto resistenti, attraverso delle cuciture peculiari; il nome è da ricondurre alla particolare tenuta degli scarponi scandinavi.

OPEN TOE – come si può agevolmente capire traducendo il termine dall’inglese all’italiano, con questa parola si indicano le scarpe femminili aperte sull’alluce; più in generale, le scarpe Open Toe lasciano spuntare le dita; nel caso delle scarpe aperte unicamente sull’alluce si usa talvolta il termine Peep Toe.

OUTFIT – questa è una parola entrata ormai nel lessico quotidiano; serve a indicare l’insieme di capi d’abbigliamento, di scarpe e di accessori indossati, per creare un insieme efficace dal punto di vista stilistico.

OXFORD – chiudiamo con le scarpe Oxford, calzature eleganti e classiche maschili in pelle, che vengono chiamate – come abbiamo visto nelle scorse puntate del glossario per calzolai – anche francesine.

 

Glossario del mondo delle scarpe: dalla E alla I

Continuiamo con il terzo capitolo del glossario del mondo delle scarpe: questa settimana proseguiamo dalla lettera E alla lettera I

Dopo gli articoli dedicati al glossario dalla lettera A alla lettera B e dalla lettera C alla lettera D, proseguiamo con il vocabolario di termini del mondo delle scarpe. Buona lettura!

ESPADRILLAS – Il nuovo capitolo del nostro glossario inizia con questa tipica scarpa spagnola; si parla di una calzatura bassa, in tela, con una caratteristica suola in corda intrecciata. Come si può intuire, si tratta di una calzature pensata per l’estate ed eventualmente per la primavera, da mettere durante le giornate di pieno sole!

FIBBIA – La fibbia è un pezzo metallico, simile alla fibbia presente nelle cinture e nei cinturini; in molti tipi di scarpe, alte e basse, ha la funzione di chiudere la scarpa.

FINISSAGGIO –  Ecco il primo termine effettivamente tecnico e specialistico di questo nuovo capitolo del glossario per scarpe. Il finissaggio è l’insieme di quelle attività di miglioramento e di finitura che un artigiano può effettuare su una scarpa pregiata. Si tratta di fatto delle operazioni di completamento che vengono effettuate su scarpe realizzate a mano.

FODERA – la fodera è il rivestimento interno della tomaia, la parte cioè che viene messa a contatto con il piede, e che rende più confortevole la calzata. Può essere a sua volta in pelle o in tessuto leggero.

FRANCESINA – la francesina è un modello di scarpa elegante maschile, e per molti è la scarpa bassa in pelle per eccellenza. Altro nome per dedicare queste scarpe è peraltro Oxford, oppure Barmoral; la differenza tra francesine e Derby si trova a livello dell’allacciatura delle scarpe, che nelle prime è cucita, con gli occhielli che si toccano.

GAMBALE – il gambale è la parte alta dello stivale, e quindi la parte della tomaia, tipicamente in pelle, che avvolge la caviglia o il polpacci. Il gambale può dunque essere più o meno lungo, e può essere completato da una cerniera, per facilitare l’utilizzo delle calzature.

GAMBETTO – da non confondere con il gambale, il gambetto è una parte presente in tutte le classiche parti in pelle. Con il termine gambetto, gambino o persino quarter si indica infatti ciascuna delle parti posteriori della tomaia, che insieme alla mascherina vanno a completare la scarpa in pelle classica.

GRASSO DI FOCA – il grasso di foca è una sostanza utilizzata per la pulizia e per la manutenzione delle scarpe. Realizzato tipicamente usando oli, grassi vegetali e animali, viene applicato su tutte le scarpe fatte con pellami già in origine ingrassati. Rientrano in questa categoria molte scarpe da calcio in pelle, gli scarponi da trekking, gli anfibi, gli stivali da equitazione e diverse tipologie di scarpe da barca.

IMPERMEABILIZZANTE – alleato di tutti i possessori di scarpe in pelle e in special modo di tutte le persone che possiedono delle scarpe in pelle scamosciata o in nabuk, lo spray impermeabilizzante è un accessorio che permette di creare una difesa idrorepellente sulla tomaia delle scarpe, mantenendole più a lungo asciutte nonché pulite.

INFRADITO – ciabatta decisamente minimal, estremamente diffusa in estate e soprattutto nelle località balneari. Si tratta infatti di una calzatura che presenta una semplice striscia anteriore che blocca il piede tra alluce e secondo dito, con un appendice chiamata per l’appunto “infradito”. Le ciabatte infradito vengono costruite in diversi materiali, dalla plastica alla pelle.

INTERSUOLA – l’intersuola è una parte nascosta all’interno delle scarpe: si tratta di quella parte di materiale posto tra la suola vera e propria e il sottopiede, e che ha lo scopo di offrire stabilità, isolamento e ammortizzazione.

 

Scarpe in pelle bagnate: come fare

Le tue scarpe in pelle hanno tanti nemici da fronteggiare. Forse non lo sai, ma tra i principali c’è proprio lei, l’acqua: ecco come fare per proteggere le tue calzature dagli aloni e come asciugarle in fretta ma senza fare danni Leggi tutto “Scarpe in pelle bagnate: come fare”

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