Vediamo cos’è, quali sono le principali cause e quali i rimedi della fascite plantare
Di dolori al piede ce ne sono dei più diversi tipi. Molto spesso però, chi soffre di disturbi al piede a partire dal tallone, che compaiono tipicamente in seguito a un’attività sportiva, ha a che fare con una fascite plantare, la quale per l’appunto è la causa più diffusa di tallonite. Oggi vedremo cos’è nello specifico la fascite plantare, quali sono le cause che portano a questo disturbo e quali sono i principali rimedi. Prima di iniziare, però, vogliamo sottolineare una cosa: nel momento in cui si ha il sospetto di avere a che fare con una fascite plantare, è fondamentale mettersi a riposo e contattare il proprio medico, il quale potrà guidarci verso una terapia o verso uno specialista, così da prendere le dovute misure. Qui daremo solamente alcune informazioni introduttive e sommarie.
Cos’è la fascite plantare
In estrema sintesi, la fascite plantare è l’infiammazione che coinvolge il legamento arcuato dei piedi, e porta a un dolore piuttosto comune alla pianta del piede o al tallone. Il dolore può quindi manifestarsi a livello posteriore, centrale o anteriore, per arrivare fino alle dita dei piedi. Proviamo a descrivere il disturbo: il dolore viene esacerbato da ogni contatto della pianta del piede con il suolo, ed è tipicamente maggiore dopo alcune ore di riposo o dopo una notte di sonno. A portare verso l’infiammazione e quindi l’irritazione dei legamenti sarebbe una progressiva degenerazione della fascia plantare. Ma come si arriva a questo punto?
Cosa causa l’infiammazione del legamento arcuato
La causa fondamentale che porta alla fascite plantare è costituita da dei carichi eccessivi a livello podalico, e quindi a sovrappesi che il nostro piede fatica a sostenere. Va infatti ricordato che la fascia plantare è quella parte di tessuto connettivo che sostiene l’arco del piede, proteggendo i nervi e fornendo supporto ai muscoli, lavorando come ammortizzatore.
A questo punto si capisce quindi che a causare la fascite plantare possono essere di volta in volta – singolarmente o combinati – elementi come l’obesità e il sovrappeso, attività fisiche e sportive ad alto impatto senza il dovuto allenamento o con una tecnica poco idonea, l’utilizzo di scarpe poco ammortizzate e via dicendo.
I rimedi per la fascite plantare
La fascite plantare, al momento della sua insorgenza, può portare a un dolore tutto sommato ridotto e sordo. Trascurarlo sarebbe però un errore, per non dare luogo a complicanze o a problemi cronici: molto meglio rivolgersi subito a un dottore per avere una diagnosi, per la quale solitamente è sufficiente un esame fisico, seguito solo talvolta da raggi x. Qualsiasi terapia, in ogni caso, dovrebbe essere intrapresa dopo aver consultato un medico di base, il quale probabilmente ci indirizzerà verso un ortopedico o verso un fisiatra o fisioterapista.
Nella quasi totalità dei casi, il trattamento della fascite plantare è di tipo conservativo, sapendo che l’opzione chirurgica è riservata solo per una ristrettissima fetta di casi difficili, e solo dopo un lungo periodo di riposo e di trattamenti alternativi.
Il primo rimedio per la fascite plantare è per l’appunto il riposo, eventualmente utilizzando ghiaccio e FANS. Una volta passata la fase acuta, si passerà alla fisioterapia, con esercizi di allungamento e di rieducazione motoria. In questa stessa fase possono essere introdotti elementi come talloniere e plantari, nonché talvolta dei tutori notturni. Si tratta in ogni caso di strumenti che aiutano ad alleviare in modo concreto i sintomi, senza però essere una soluzione di per sé: senza riposo e senza esercizi specifici, infatti, molto difficilmente si riuscirà a lasciarsi la fascite plantare alle spalle.
