Entrambe sono delle anomalie della volta plantare: ecco la differenza tra piede cavo e piede piatto, per scegliere i supporti giusti da inserire nelle scarpe
Qual è la differenza tra piede cavo e piede piatto? Ebbene, si tratta di patologie della volta plantare completamente differenti, che potrebbero anzi essere viste l’una come il contrario dell’altra. In entrambi i casi, comunque, si tratta di anomalie da non trascurare, per non ritrovarsi a dover affrontare dolori anche considerevoli – e debilitanti – in futuro. Molto meglio, dunque, muoversi per tempo, contattando eventualmente uno specialista per una diagnosi certa.
In questo post, comunque, ti anticiperemo qual è la differenza tra piede cavo e piede piatto, per poi vedere come sono fatti i plantari ortopedici ideali per uno e per l’altro tipo di piede.
La differenza tra piede cavo e piede piatto: l’abbassamento della volta plantare
Per capire qual è la differenza tra piede cavo e piede piatto, partiamo da quest’ultimo. Si tratta di una malformazione dell’arco plantare piuttosto comune, che porta la volta alla base dei nostri piedi ad abbassarsi sempre di più, fino – nei casi più gravi – a toccare il terreno, annullando del tutto la concavità del piede. Un piede può diventare piatto con la crescita per diversi motivi.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di fattori congeniti, e quindi indipendenti da comportamenti e attitudini, come per esempio la presenza di un tendine d’Achille piuttosto corto. In altri casi, invece, ci sono dei fattori acquisiti, che vanno magari a peggiorare una situazione che, di per sé, non avrebbe generato nessun tipo di disturbo. L’obesità, una frattura non curata efficacemente, l’utilizzo prolungato nel tempo di scarpe non adatte, delle posture sbagliate: tutti questi sono fattori che possono portare a un piede piatto, e quindi a un piede che può essere dolorante, con fastidi che si estendono a caviglie, ginocchia e anche alla schiena.
La differenza tra piede cavo e piede piatto: l’arco concavo
Dalla parte opposta del piede piatto abbiamo il piede cavo. In questo caso la volta plantare, lungi dall’essere troppo bassa o aderente al terreno, è al contrario troppo alta, e quindi eccessivamente concava. La differenza tra piede cavo e piede piatto, insomma, è ben visibile a occhio nudo, e anzi potrebbero bastare delle orme lasciate sul bagnasciuga per distinguere l’uno dall’altro.
Anche qui si può parlare di cause congenite, ma anche in certi casi di una condizione adattiva, in seguito a particolari traumi del piede o delle caviglie, alla rottura del tendine d’Achille, all’artrite, alla gotta, all’uso prolungato di calzature sbagliate o in seguito a determinate patologie neurologiche. Il piede piatto può provocare dolore ai piedi e alle caviglie, debolezza agli arti inferiori e dita a martello.
I plantari per il piede piatto e il piede cavo
Chiarita la differenza tra piede cavo e piede piatto, vediamo come cambiano i plantari ortopedici per il trattamento dell’una o dell’altra malformazione. Va infatti sottolineato che i plantari costituiscono uno dei primi e più importanti passaggi di un trattamento del piede piatto e del piede cavo, insieme a eventuali esercizi e terapie mirate suggerite da fisioterapisti esperti.
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I plantari per piedi piatti sono pensati per andare a supportare l’arco plantare e a ridistribuire in modo migliore il peso, così da prevenire dolori ai piedi, alle caviglie e alla schiena, assicurando una maggiore ammortizzazione. Il principio di partenza dei plantari per piede cavo è il medesimo, seppur muovendo da caratteristiche differenti: anche in questo caso, infatti, la particolare conformazione del plantare ortopedico permette di compensare l’anomalia dell’arco plantare, ridistribuendo in modo migliore il peso.
